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Aumento del prezzo delle sigarette 2023: perché e come funziona

Il primo mese del 2023 prevede un nuovo aumento del prezzo delle sigarette. Da questo gennaio, infatti, le sigarette aumentano il prezzo di 20 centesimi. Quali sono le ragioni di questo incremento di prezzo? E com’è distribuito?

A quanto ammonta l’aumento del prezzo delle sigarette dal 2023?

L’aumento delle sigarette è stato previsto per questo gennaio 2023 e rappresenta una delle principali misure presenti nella Legge di Bilancio 2023. L’approvazione è stata data in Consiglio dei Ministri nel novembre 2022 e il via libero da parte del Senato si è avuto il 29 dicembre 2022.

L’aumento del prezzo medio che peserà sulle spese degli italiani sarà compreso tra i 15 e i 20 centesimi, mentre il rincaro medio si assesterà intorno al 10%. Vediamo allora nel dettaglio in che modo il prezzo delle sigarette sarà aumentato.

Accade con le sigarette qualcosa di simile rispetto a quanto può accadere con un prestito: spesso non siamo consapevoli di quanto stiamo realmente spendendo. Questo aumento, in ogni caso, si ritroverà ad incidere sulla spesa media degli italiani.

Come sono tassate le sigarette in Italia?

L’aumento del prezzo delle sigarette si compone di diverse voci:

  • accisa, composta a sua volta da una parte fissa e una parte che varia con il variare del prezzo di vendita al pubblico
  • IVA, pari al 22% una imposta indiretta che viene applicata al momento della produzione e scambio di un bene, o di un servizio
  • aggio, ovvero una parte del ricavo dalla vendita di sigarette che spetta al rivenditore. È del 10% rispetto al prezzo finale del singolo pacchetto
  • quota al produttore, ovvero a chi produce materialmente il pacchetto di sigarette, che si calcola sottraendo al prezzo del singolo pacchetto sia le imposte sia l’aggio che spetta al rivenditore. La quota del 13,27% rispetto al prezzo finale.

In parole semplici, per ogni pacchetto acquistato l’acquirente paga complessivamente una quota all’industria che produce le sigarette, una quota al tabaccaio, l’IVA e l’accisa.

L’aumento del prezzo delle sigarette e l’accisa nel 2023

L’aumento del prezzo delle sigarette deciso nella manovra dipende proprio dall’aumento dell’accisa che, ricordiamolo, è composta da due elementi calcolati in base al prezzo di vendita al pubblico, quindi al costo effettivo di un pacchetto di sigarette:

  • una componente fissa
  • una componente proporzionale, che ha una aliquota del 49,50%. L’aliquota, si ricorda, è una percentuale che serve per l’importo di un prodotto o un servizio, su cui viene poi applicata una tassazione.

L’incremento del costo di un pacchetto di sigarette, in definitiva, è determinato dall’aumento della componente fissa dell’accisa. Nel luglio 2022 l’accisa era di 22,6 euro per 1.000 sigarette. I prossimi aumenti sono distribuiti in un triennio:

  • 36 euro per 1000 sigarette a partire da gennaio 2023
  • 36,50 euro per mille sigarette nel 2024
  • 37,00 euro per mille sigarette nel 2024.

Si tratta, va detto, di importi non propriamente alti, dal momento che Francia e Irlanda applicano, per quanto riguarda la componente fissa dell’accisa, importi rispettivamente doppi e tripli rispetto all’Italia.

Aumento prezzo sigarette e costo della vita, come fare?

Le sigarette in aumento non rappresentano l’unica voce che può incidere sulla spesa media degli italiani, che per le spese di regali di Natale 2022 si hanno ridotto del 12,3% la spesa rispetto all’anno precedente.

Iniziare a risparmiare, allora, potrebbe essere una scelta quasi obbligata per diverse famiglie. Per chi si trova in una condizione di sovraindebitamento e risulta essere stato segnalato in CRIF, la situazione potrebbe apparire ancora meno rosea. Quale soluzione si presenta?

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